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THE SPECIAL ONE… TREE HILL

THE SPECIAL ONE… TREE HILL

 

 

In Italia i teen drama che hanno avuto un immediato successo sono stati senza dubbio Beverly hills 90210, Dawson’s creek e The O.C., forse perché hanno avuto maggiore visibilità, o forse perché sono stati collocati in palinsesti più appropriati. Nonostante non abbia avuto la stessa visibilità delle tre citate prima, One Tree Hill non sembra avere nulla da invidiare ai top drama made in U.S.A.. Ma vediamo un po’ com’è Tree Hill.
Lucas Scott definisce Tree Hill come “un posto come tanti altri nel mondo, forse somiglia al tuo di mondo, o forse non gli somiglia affatto…”. Si, perché questa serie parla di due fratellastri che a mala pena si sopportano, Nathan e Lucas, ma che riescono a trovare punti in comune con il passare del tempo che permetteranno ai due di diventare amici quasi inseparabili. Essenzialmente tra questi punti in comune ci sono: il Basket, sport che amano alla follia entrambi, l’odio per il padre Dan, ed Haley, migliore amica di Lucas e amata di Nathan. Una delle cose che maggiormente si apprezzano di questa serie è il realismo dei personaggi, che si avvicina notevolmente al modo di pensare che può avere un adolescente.

Nathan infatti è un ragazzo spaccone e spocchioso, è consapevole che può ottenere ciò che vuole con enorme facilità, abituato a primeggiare in tutto. Queste certezze crolleranno con l’arrivo di Haley che renderà il ragazzo d’oro di Tree Hill fragile di fronte a lei, a tal punto da sentirsi inadeguato. Al contrario Lucas è un ragazzo umile, si accontenta di poco per essere felice: sua madre, la sua migliore amica e le partite di basket al campo con gli amici di strada. Gli altri personaggi appaiono altri ragazzi normali, con le loro passioni: Peyton ama l’arte e la musica, Brooke la moda, Haley lo studio e il canto, passioni che verranno realizzate in seguito nei loro rispettivi lavori. Questo realismo mancava un po’ nel Dawson di Williamson, che appariva un po’ come un “piagnone” che pensava più ad immaginarle le cose piuttosto che a farle, e forse è per questo che si apprezza maggiormente il personaggio di Pacey, perché nella sua imperfezione e spontaneità è perfetto nel ruolo di ragazzo. Invece in One Tree Hill i personaggi si pongono sullo stesso piano ed è difficile fare una scelta tra i due protagonisti. Altro punto di forza della serie prodotta da Mark Schwahn sono le citazioni che rendono speciale ogni episodio. Infatti ogni adolescente percorre diverse fasi comuni ad ognuno, che possono essere l’innamoramento, la fine di una storia che irrimediabilmente spinge a pensare al passato, il demoralizzarsi davanti ad ogni insuccesso della vita. Ogni episodio termina quasi sempre con una frase di un filosofo, letterato o celebre personaggio che da, in un certo senso, consigli di vita allo spettatore, addirittura fino a tirarlo su di morale. Chi vede le puntate instaura un rapporto quasi diretto con i personaggi e si immedesima a tal punto che si sente partecipe delle vicende di Tree hill. Nonostante possa sembrare strano, assume un tono quasi didascalico nella sua profondità. Esso infatti insegna che la gelosia acceca gli uomini a tal punto da dimenticare il legame di parentela, come accaduto ai personaggi di Dan e Keith; insegna che la passione per uno sport come il basket può togliere dei ragazzi dalla  strada, grazie all’aiuto di borse di studio, come accaduto a Skills; può insegnare che nella vita bisogna provarci, senza dare l’opportunità al fuoco che divampa dentro di noi di spegnersi, annientando ogni possibilità di conquistare la vita che ognuno di noi merita; e infine può insegnare che grazie all’amore delle persone care e alla propria forza di volontà, un ragazzo finito su una sedia a rotelle come Nathan può rialzarsi e tornare a combattere per riprendersi la vita di prima. Molto coinvolgenti sono anche le storie d’amore, come quella eterna tra Nathan ed Haley e il duello epico tra i Brookas (Lucas e Brooke, chiamati così dai fan per abbreviare i nomi della coppia) e i Leyton (Lucas e Peyton). Le prime due coppie sono simbolo della teoria degli opposti che si attraggono, l’ultima invece è simbolo dell’unione delle due metà della mela. Coppie, intrighi, sport, drammi, questa è Tree Hill, perché in fondo “Tree Hill è un posto come tanti altri nel mondo, forse somiglia al tuo di mondo, o forse non gli somiglia affatto. Ma se lo guardi con attenzione potresti vederci qualcuno come te. Che sta cercando di trovare la sua strada. Che sta cercando di trovare il suo posto. Che sta cercando di trovare se stesso. A volte ti sembra di essere l’unico al mondo che sta lottando, che è frustrato o insoddisfatto o che non riesce ad andare avanti. Ma è una falsa sensazione. E se solo tieni duro, se solo trovi il coraggio per affrontare tutto per un altro giorno qualcuno o qualcosa ti troverà e metterà tutto a posto. A volte tutti abbiamo bisogno di un piccolo aiuto. Di qualcuno che ci aiuti ad ascoltare la musica del mondo e ci ricordi che non sarà sempre così. Che li fuori c’è qualcuno, e quel qualcuno ti troverà”.


ottobre 19, 2010 Posted by | Telefilm | , , , , , , , , | Lascia un commento

Ha un nome questa oscurità? E’ tuo quel nome… Dan Scott

Ha un nome questa oscurità?

Chiudete le porte! Sbarrate le finestre! Nella cittadina americana di Tree hill si aggira una persona dall’animo diabolico: Dan Scott. Nella prima serie di One tree hill Dan si presenta subito con un pesante biglietto da visita, infatti è reo di non aver riconosciuto il figlio Lucas e di averlo lasciato soltanto agli affetti della madre Karen e del fratello Keith. L’ex giocatore storico dei Ravens, la squadra di basket del liceo di Tree Hill, ne combinerà delle belle in tutte le serie. Infatti Dan è un personaggio egoista, arido, pensa che il suo bene venga prima di tutto il resto. Continua a sfidare in tutto il figlio Nathan e non perde occasione nel ricordargli che nonostante la sua abilità nel basket non potrà mai essere come lui. E se abbiamo visto il trattamento riservato al figlio pensate a come possa comportarsi con il fratello e con il figliastro! Keith infatti deve sopportare continuamente le umiliazioni del fratello che gli rinfaccia di essere nient’altro che un ubriacone e un fallito che altro non fa che star dietro a un suo ”scarto”, mentre a Lucas viene sempre sottolineato di essere figlio di un errore. Dan è persino capace di ricattare e perseguitare la moglie Deb pur di vincere le elezioni comunali! Ma fin alla terza serie il suo personaggio, nella sua cattiveria risulta quasi simpatico mentre è proprio nella terza che avviene il fatto che suscita sorpresa e delusione nei suoi confronti, dato che è capace di compiere il gesto più estremo nei confronti del fratello, ovvero quello di ucciderlo senza pietà, come un Caino qualunque. Da questa descrizione Dan sembra il cattivo per eccellenza e in effetti lo è, ma paradossalmente quello che potrebbe sembrare un personaggio forte, è in realtà fragile e pieno di debolezze. Infatti quando Deb gli confessa che in realtà non era stato il fratello a tentare di ucciderlo ma lei, è travolto dai sensi di colpa e tormentato dalle visioni del fratello tanto da tentare il suicidio nella quarta serie. Inoltre in fondo il suo gesto è stato indotto anche dall’amore che prova ancora per Karen e quindi è stato spinto accecato dalla gelosia. Il ruolo di cattivo di Dan è particolare tanto da suscitare prima l’odio dello spettatore e dopo la sua compassione e la sua pena nel vederlo abbandonato da tutti e lasciato solo ed insultato sopratutto dalle persone a cui tiene maggiormente, ovvero Karen e Nathan. Dan Scott tuttavia è il malvagio capace di suscitare l’avversione del pubblico ma di cui non si può farne a meno dal momento che sarebbe come avere cappuccetto rosso senza il lupo, oppure Biancaneve senza la strega cattiva o Shrek senza Lord Farquaad di Duloc. Concludo con le parole con cui viene descritto Dan nell’episodio della morte di Keith:” ha un nome questa oscurità? Questa crudeltà, questo odio, come ci hanno trovato? Hanno rubato le nostre vite o li abbiamo cercati e accolti tra le braccia? Che cosa ci è successo? Perché oggi mandiamo i nostri figli al mondo come mandiamo i giovani in guerra, sperando che tornino sani e salvi ma consapevoli del fatto che alcuni si perderanno lungo la strada? Quando abbiamo perso la nostra strada? Consumati dalle ombre, inghiottiti dall’oscurità più profonda? Ha un nome questa oscurità?… È tuo quel nome”… Dan Scott.

ottobre 19, 2010 Posted by | Telefilm | , , , , , , | Lascia un commento